Le imprese familiari e il passaggio generazionale

By | 06/06/2016

passaggio generazionale

Passaggio generazionale?

L’ altro giorno sono stato in un’ azienda ben strutturata a conduzione familiare,

per l’ ennesima volta ho visto un rapporto “squilibrato” nel famoso o famigerato …

passaggio generazionale.

L’ azienda familiare è una buona cosa, a mio avviso.

E’ la gestione dei familiari in azienda che è spesso “bizzarra”.

La scena tipica potrebbe essere papà e zio che hanno fondato l’ azienda, a volte possono essere anche 2 amici, non cambia molto. Poi la moglie ovviamente sta in amministrazione, o le 2 mogli, fin qua tutto va più o meno bene, poi crescono i rispettivi figli o figlie.

Le figlie ovviamente hanno la corsia preferenziale per l’ amministrazione, o bolle, assistenza clienti, i figli se hanno voglia di lavorare vanno in produzione (se non c’è troppo da sporcarsi le mani) e se “hanno un po’ di parlantina” diventano venditori, direttori commerciali, ecc.

Fin qua non ci sarebbe nulla di male, ciò che crea tensioni sono i nuovi equilibri tra quanto lavora uno, quanto produce l’ altro, quanto pensa lo zio che si impegni il nipote, quale auto si compra la figlia di …, a che ora arriva a lavorare il genero, ecc.

Conosci anche tu qualche azienda con simili equilibri?

Hai dei familiari nella tua azienda? O li avrai?

La presenza di un familiare ti ha creato un clima aziendale “non idilliaco”?

Il prossimo articolo sarà sull’ azienda familiare e sull’ inserimento dei “bravi collaboratori”.

Ma torniamo al nostro argomento.

Il passaggio generazionale.

L’azienda familiare NON gestista è il preludio ai problemi del famigerato passaggio generazionale.

Quali problemi causa il passaggio generazionale NON gestito?

Chi colpisce?

Ne è consapevole chi ne è coinvolto?

Come si “dovrebbe” fare per trasformare un problema in opportunità?

In questo articolo avrai le risposte alle difficoltà che incontra chi vive quotidianamente il passaggio generazionale.

I passaggi generazionali semplificando possono essere di 3 tipi:

  1. A valanga

  2. Accidentali

  3. Programmati

Il tuo quale è dei 3?

Seguimi.

Le aziende familiari non sono solo piccole, infatti in Italia è assai diffuso il caso di successo di famiglie che hanno creato veri e propri colossi, vedi Barilla, Ferrero, Benetton, e tante altre che sono sotto gli occhi del mondo intero. Sono dinastie che hanno creato imperi che impegnano decine di migliaia di dipendenti, diretti e indiretti. Una benedizione per il territorio, almeno ante globalizzazione.

Una indagine del Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro del 2008 certifica che l’ 87% delle aziende sono a controllo familiare, inoltre tra le aziende con più di 50 dipendenti il 68% ha una struttura a conduzione familiare.

Il fondatore dell’ azienda non era un imprenditore, nel vero senso della parola, né un manager con le relative competenze, ma una persona con ottime o eccellenti qualità tecniche e che ha sviluppato una spiccata capacità innovativa; grazie a questa miscela “particolare” si è sviluppato il “fenomeno PMI” che è tutto italiano.

La leadership di queste aziende è sempre genitoriale e il criterio selettivo, per ciò che riguarda i posti del vertice aziendale, è … parentale!

L’ aspirazione (comprensibile) di un genitore è quella di far proseguire i propri figli all’ interno dell’ azienda, ovviamente non a fare i magazzinieri, ma a guidare e a far progredire l’ azienda da lui fondata.

Giustamente!

Ma stai attendo alle 2 prossime frasi che racchiudono una grande verità.

Nella logica di famiglia si tende ad impegnare nell’ azienda persone appartenenti al gruppo familiare, che spesso sono valutate più dal legame parentale che dalla loro professionalità.

Nella logica aziendale si tende a selezionare le persone per la loro professionalità, quindi la loro valutazione è professionale non affettiva.

Penso che comprenderai quali sono le conseguenze di questo mancato equilibrio aziendale.

Il mondo OGGI richiede efficienza organizzativa e valore per i clienti!

Come può prosperare in questo mercato “complicato” un modello solo “parentale”?

Semplice.

NON può prosperare!

Lo so che stai pensando che sono … ma io lo vedo tutti i giorni nelle aziende.

Questa commistione di sentimenti, mancanza di cultura del passaggio generazionale, non gestione delle aree critiche, ecc. cosa può provocare?

Spesso il cattivo passaggio generazionale è un indice di scarsa tendenza alla delega ed una incapacità di pianificare il momento della successione, che spesso è figlio di un “rifiuto inconscio” a farsi da parte ed a delegare il controllo dell’ impresa.

Al fondatore chi ha insegnato a fare questo delicatissimo “passaggio del testimone?”

Come vengono gestiti gli equilibri “emotivi” della commistione famiglia/lavoro di padre, nuora, figlio, mamma, zio e nipote piccolo e grande, ecc.?

Sono tutti maturi per gestire diversamente le responsabilità professionali dal pranzo di Natale con tutta la famiglia?

Spesso nelle aziende ci si preoccupa, giustamente, del passaggio del know-how tecnico; ma la managerializzazione dell’ azienda ?

Managerializzazione?!?

Ha chiaro il nipote dei suoi compiti e mansioni?

Lo sa la figlia quali sono i suoi numeri (risultati) che deve ottenere?

E se non raggiungono i rispettivi risultati chi li “gestisce”?

Nessuno! Perché si incrinano gli equilibri familiari e quindi interviene anche la nonna che …

 

…. continua a leggere ….

 

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